
08/06/2011: Inizia ufficialmente con la presentazione allo stadio Manuzzi, l'era di Marco Giampaolo a Cesena. Inizia con la firma sul contratto, quella firma che negli ultimi giorni aveva fatto discutere, in relazione alle presunte avances della Roma di Sabatini. "Avevate paura eh?! - scherza Giampaolo con i giornalisti subito prima di mettere nero su bianco il legame biennale - Ringrazio il presidente Campedelli per la stima e l'affetto nei miei confronti - prosegue una volta ricompostosi - Devo dire che ultimamente abbiamo passato delle gran belle serate a parlare di calcio fino a tardi. Al giorno di oggi, parlare di calcio con i presidenti è sempre più difficile, io nella mia vita non avevo mai parlato tanto con un presidente, non avevo neanche mai avuto il cellulare di nessuno dei presidenti che ho avuto. Campedelli è una persona competente e devo dire che in questi giorni è stato capace di accendere il mio entusiasmo. Insieme vogliamo fare qualcosa di diverso: oggi l'allenatore è una figura debole che ha un ruolo assolutamente precario, con questa società vogliamo provare a dare continuità ad un progetto. Lo scorso campionato, infatti, Lecce e Cesena hanno meritato la salvezza anche perché le società sono state coerenti con i progetti di inizio stagione e hanno dato fiducia fino alla fine ai rispettivi allenatori".
Gli incontri tra lei e Campedelli sono stati molti: cos'era che non la convinceva del progetto?
"Non c'era nulla che non mi convicesse: con il presidente c'è subito stato un bel feeling. Ci sono stati più incontri non perché io prendessi tempo ma semplicemente perché in questi incontri ci siamo conosciuti e studiati".
Con la Roma che cosa c'è stato?
"Sono stato contattato da Sabatini ma solo per uno scambio di opinioni, non c'è stata nessuna avances. In questi mesi ho fatto uno stage al Barcellona e ho avuto modo di studiare l'intera organizzazione: dal settore giovanile fino agli allenamenti della prima squadra. Con Sabatini abbiamo parlato di Luis Enrique".
Tempo fa aveva avuto contatti anche con il Bologna: cosa non aveva funzionato?
"C'era stato un contatto un mese fa ma non ci siamo trovati d'accordo sul progetto da avviare: non ho trovato delle condizioni che invece qui a Cesena ci sono".
La sua idea di calcio mette al centro la tecnica?
"Sì, la mia visione del calcio predilige la qualità rispetto alla fisicità. Il modulo non è un vincolo importante per me, chiaramente il fatto di avere oggi pochi uomini in rosa permette di creare una squadra in base alla mia idea di calcio".
L'intenzione è quella di cercare di riconfermare lo zoccolo duro dello scorso anno?
"Attualmente la rosa del Cesena è composta da 8-9 giocatori, tra cui alcuni in comproprietà, è chiaro che tanto dovrà essere costruito da capo. In linea di massima c'è sicuramente la volontà di proseguire con chi ha contribuito ad arrivare fin qui. Se io potessi terrei tutti ma è chiaro che il mercato ha le sue leggi e ci si può fare poco".
L'obiettivo è quello di cercare di andare in ritiro con la rosa già quasi completata?
"L'obiettivo di partenza è sicuramente quello, poi dipenderà anche da come andrà il mercato. Sicuramente il ritiro è il momento più importante per la formazione di un'idea di squadra e di un progetto".
Cesena è una piazza particolare che ha spesso avuto un rapporto molto stretto con i suoi allenatori...
"Io posso solo dire che mi porrò con i tifosi così come sono e con la massima disponibilità e il massimo impegno e serietà in quello che faccio, certamente non reciterò il ruolo di quello che non sono. Non mi sento di promettere ai tifosi atteggiamenti che non fanno parte della mia persona, però sono assolutamente convinto che a Cesena il pubblico è un patrimonio che va salvaguardato. Questa è una piazza che spinge tanto la squadra e la aiuta in modo determinante".
Giampaolo ha anche parlato di modulo: "In passato ho giocato sia con il 4-4-2 che con il 4-3-3 - spiega - ma cambiando le società cambiano anche le caratteristiche dei giocatori. L'importante è che la mia nuova squadra abbia una identità precisa, poi ci affideremo molto alla fantasia. Parlare di sistema di gioco è riduttivo, io preferisco usare il termine principio. L'unica cosa che posso promettere è che preferiro' dare piu' importanza alla tecnica che alla fisicità".
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| Parma | 28 |
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| Catania | 27 |
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| Cesena | 16 |
| Novara | 16 |